Obama deve restare l’uomo dello scandalo, il ribelle dolce, il leader di un movimento spontaneo che non propone di annientare il nemico, alla maniera dei democratici clintoniani e dei bushisti nel 2000 e 2004, ma di conquistarlo alla propria causa. Di “invitarlo a fare il bagno con te per poi portargli via i vestiti” secondo la frase di un grande primo ministro inglese. Per questo fa paura, ai professionisti della politica politicante, come Hillary e ad avversari che portano il peso degli otto anni di manicheismo bushista.
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